Droga: comitato romando contro la liberalizzazione
Un comitato della Svizzera romanda, al quale aderiscono, secondo proprie affermazioni, 200 personalità ( tra cui parlamentari di UDC, PLR, PPD e PLS), si oppone al progetto di revisione della legge sugli stupefacenti, sulla quale il Consiglio nazionale dibatterà lunedì, perché sorpassato e pericoloso per i giovani.
Il comitato mira a promuovere una politica della droga
"restrittiva, coerente e orientata all’astinenza", hanno dichiarato ieri suoi rappresentanti. La revisione invece favorirebbe un ulteriore aumento del consumo. Finora i tentativi di liberalizzazione, come in Olanda, Spagna e Stati Uniti prima del 1979, sono falliti. Al contrario chiare regolamentazioni portano a risultati positivi. La decisione a favore della non criminalizzazione della droga è pericolosa per i giovani. I ragazzi hanno bisogno di avere limiti e indicazioni. Con la liberalizzazione genitori e insegnanti sarebbero ostacolati nel loro compito di educatori. Inoltre un’accettazione della legge isolerebbe la Svizzera a livello internazionale. "Tutti i Paesi confinanti, che hanno inasprito la loro legislazione sulle droghe, sono molto preoccupati per il commercio della canapa alle frontiere".
Pure l’associazione dei datori di lavoro "Centre Patronal" e l’Associazione medici AIDS informazione Svizzera chiedono di abbandonare la revisione della legge, che secondo loro sarebbe un grosso errore.