Tribunale federale annulla concordato latino sulla canapa
www.swissinfo.ch 05 ottobre 2012
Il concordato consentiva fra l’altro ai privati di coltivare fino ad un massimo di quattro piante di canapa, a condizione che il tenore di THC (il principio attivo) non sia superiore all’1%.
Parallelamente, il testo introduceva l’obbligo per le persone che coltivano o commerciano canapa di provare la provenienza e la destinazione del prodotto. I cantoni si riservavano inoltre la possibilità di effettuare controlli, quali la perquisizione di locali commerciali o di abitazioni, di effettuare prelievi e analisi, nonché di sequestrare i prodotti illeciti.
Nel caso d’infrazioni erano previste sanzioni amministrative e, a dipendenza della gravità, denunce penali.
Il testo, adottato il 29 ottobre 2010 dalla Conferenza latina dei capi dei dipartimenti di giustizia e polizia, è stato contestato presso la Corte suprema da gestori di negozi di canapa che lamentavano una violazione della supremazia del diritto federale.
Il loro argomento è stato accettato oggi nel corso di un’udienza pubblica dalla maggioranza dei cinque giudici della IIa Corte di diritto pubblico del TF.
Concordat latin sur la culture et le commerce du chanvre